Cinque haiku di Mizuhara Shūōshi

中元のいつもの画なる団扇かな
chūgen no itsumo no e naru uchiwa kana

dono di metà anno –
sul ventaglio
sempre lo stesso disegno

Da: Gendai bungaku taikei, Vol. 69, 1963, p. 255

啄木鳥や落葉をいそぐ牧の木々
kitsutsuki ya ochiba o isogu maki no kigi

un picchio –
le foglie seguitano a cadere
dagli alberi dei prati

Da: Saishin haiku saijiki: Aki, Bungeishunjū, 1972, p. 57

咲くよりも落つる椿となりにけり
saku yori mo otsuru tsubaki to nari ni keri

camelie:
sono più quelle cadute
che quelle sbocciate

Da: Gendai nihon bungaku zenshū, Chikumashobō, 1953, p. 112

なく雲雀松風立ちて落ちにけり
naku hibari matsukaze tachite ochi ni keri

canto di allodola –
scivola sul vento
che attraversa i pini

Da: Haiku saijiki, Kinen-sha, 1972, p. 169

永き日やなまけて写す壺ひとつ
nagakihi ya namakete utsusu tsubo hitotsu

lunghe giornate –
la pigrizia riflessa
in un vaso

Da: Gendai haiki saijiki, Vol. 1, Banmachi Shoten, 1973, p. 17

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi

Mizuhara Shūōshi (1892-1981) è stato un poeta giapponese originario di Tokyo. Si laureò in medicina nel 1918; nello stesso anno, entrò in contatto con Takahama Kyoshi (1874-1959) e con la rivista Hototogisu ホトトギス. Tra i poeti che maggiormente influenzarono la sua prima formazione, oltre a Kyoshi, vi furono Tōyōjō Matsune (1878-1964) e Utsubo Kubota (1877-1967); attraverso quest’ultimo, in particolare, Shūōshi ebbe modo di approfondire la conoscenza della poesia breve tanka 短歌. È stata una delle “Quattro grandi S” del Gruppo Hototogisu, insieme ad Awano Seiho (1899-1992), Yamaguchi Seishi (1901-1994) e Takano Sujū (1893-1976). Ben presto, tuttavia, entrò in contrasto con la visione troppo restrittiva dei kyakkan shasei 客観写生写生 o ‘spaccati oggettivi della realtà’ di Kyoshi, favorendo piuttosto uno stile maggiormente aperto al soggettivismo e alle spinte emozionali del poeta. Si staccò dunque dal Gruppo, fondando, nel 1928, la rivista Ashibi 馬酔木. Fu inoltre attivamente coinvolto nella formazione della Kyōdai haiku-kai 京大俳句会 (‘Associazione di haiku dell’Università di Tokyo) insieme ad altri importanti nomi del panorama poetico dell’epoca. A partire dagli Anni Trenta, diversi haijin come Yamaguchi Seishi, Hashimoto Takako (1899-1963), Sōshū Takaya (1910-1999), Hirahata Seitō (1905-1997) e, più tardi, Watanabe Hakusen (1913-1969), aderirono ad Ashibi, dando una spinta significativa allo sviluppo del ‘Nuovo haiku emergente’ (shinkō haiku undō 新興俳句運動). Nel 1955 decise di ritirarsi dalla professione medica per dedicarsi esclusivamente allo haiku, arrivando a presiedere, nel 1962, la Haijin kyōkai 俳人協会 (‘Associazione dei poeti di haiku’). Tra i suoi principali allievi, ricordiamo Fujita Shōshi (1926-2005) ed Eiji Hashimoto (Yokohama, 1947). Le sue pubblicazioni comprendono invece: Katsushika 葛飾 del 1930, Shūen 秋苑 (‘Giardino d’autunno’) del 1935, Kokyō 古鏡 (‘Lo specchio antico’) del 1942, Chōyō 重陽 (‘Il festival dei crisantemi’) del 1948, Sōrin 霜林 (‘La foresta di ghiaccio’) del 1950, Ryoshū 旅愁 (‘Il viaggio solitario’) del 1961 e il Mizuhara Shūōshi zen kushū 水原秋桜子全句集 (‘Tutti gli haiku di Mizuhara Shūōshi) del 1977.

Foto: Mizuhara Shūōshi, Asahi Shinbun-sha del 4 febbraio 1948

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