Cinque haiku di Nakamura Kusatao

指にひびく末だ揺水の井戸清水
yubi ni hibiku mada yuremizu no ido shimizu

riverbera ancora sulle dita
l’acqua chiara e crespa
del pozzo

Da: fudemaka57.exblog.jp

日の丸は裏表なし冬朝日
hinomaru wa uraomote nashi fuyuasahi

la bandiera del Giappone
senza fronte né retro:
sole di un mattino d’inverno

Da: Nakamura Kusatao zenshū, Vol. 5, Misuzushobō, 1984, p. 460

起し絵の男をころす女かな
okoshie no otoko o korosu onna kana

nella riproduzione*
una donna uccide
un uomo

* Con il termine okoshie 起し絵 si fa riferimento a un’opera tridimensionale ritagliata generalmente nel cartone e collocata all’interno di una cornice o di una nicchia. I soggetti principali sono personaggi di opere teatrali o scenari famosi.

Da: Shinsen haiku saijiki: Natsu, Meiji Shoin, 1976, p. 59

葡萄食ふ一語一語の如くにて
budō kuu ichigoichigo no gotoku nite

mangio gli acini
uno ad uno
quasi fossero parole

Da: Haiku nyūmon, Kadokawa Gakugei Shuppan, 1971, p. 207

あかるさや蝸牛かたくかたくねむる
akarusa ya katatsumuri katakukataku nemuru

bagliori –
una lumaca dorme
ostinatamente

Da: Nakamura Kusatao zenshū, Vol. 6, Misuzushobō, 1985, p. 375

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi

Nakamura Kusatao (1901-1983) nacque a Xiamen (Cina), ma si trasferì nel 1904, insieme alla madre, a Matsuyama. Laureatosi in letteratura giapponese presso l’Università imperiale di Tokyo (con una tesi sulla visione poetica di Masaoka Shiki), si avvicinò allo haiku nel 1929 attraverso Takahama Kyoshi (1874-1959) e la rivista Hototogisu ホトトギス. Influenzato da diversi pensatori e filosofi occidentali, come Friedrich Nietzsche (1844-1900), viene oggi ricordato principalmente per la particolare attenzione che era solito dedicare ai temi della vita e dell’umanità (ningen tankyū ha 人間探求派), insieme ad altre figure chiave dell’epoca come Ishida Hakyō (1913-1969) e Katō Shūson (1905-1993). Nel 1946 lanciò la rivista Banryoku 萬緑. Tra le sue principali raccolte, una menzione particolare va a Chōshi 長子 (‘Il primogenito’) del 1936, Hi no shima 火の島 (‘L’isola di fuoco’) del 1939, Biden 美田 (‘Campi rigogliosi’) del 1967 e Toki 時機 (‘L’occasione’) del 1980.

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