
渋かろか知らねど柿の初ちぎり
shibukaro ka shiranedo kaki no hatsu chigiri*
se sarà aspro
non mi è dato sapere –
primo caco raccolto
Fukuda Chiyo-ni (1703-1775)
* L’espressione hatsu chigiri 初ちぎり può significare sia la prima raccolta (di cachi) dell’anno, sia lo scambio delle promesse nuziali
Da: J. Nakamoto (a cura di), Kaga no Chiyo zenshū, Kaga no Chiyo zenshū kankō-kai, 1955, p. 12
渋ゐ所母が喰けり山の柿
shibui toko haha ga kuikeri yama no kaki
la mamma addenta
le parti più aspre –
cachi di montagna
Kobayashi Issa (1763-1828)
Da: Shinano Kyōikukai (a cura di), Issa zenshū, Vol. 1, Shinano Mainichi Shinbunsha, 1976, p. 590 Leggi tutto “Cinque haiku sui cachi”





Per George Steiner, critico e saggista francese, tradurre non è solo un processo letterario di tipo traspositivo, quanto una vera e propria “esperienza esistenziale” (Après Babel, 1975). È innegabile, infatti, che il confronto con un testo straniero – ancor più se poetico – richiede una sensibilità particolare nell’approcciarsi allo stesso e la ricerca di una forma che, per quanto possibile, ne riesca a preservare il senso, pur con fisiologiche perdite sui fronti metrico, ritmico e in certi casi semantico.
