Tre haiku di Uejima Onitsura

春の日や庭に雀の砂あひて
haru no hi ya niwa ni suzume no suna abite

giorno di primavera –
nel giardino il passero
bagnato di sabbia

 

庭前に白く咲きたる椿哉
teizen ni shiroku saitaru tsubaki kana

nel giardino
il candido sbocciare
di una camelia

 

あたたかに冬の陽の寒き哉
atataka ni fuyu no hinata no samuki kana

tempo mite –
resta il freddo
del sole invernale

 

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi.

Uejima Onitsura (1661-1738), è stato uno dei principali protagonisti della scena poetica del periodo Edo. Avvicinatosi allo haiku dall’età di soli 8 anni, fu allievo di Matsue Shigeyori (1602-1680) e, successivamente, di Nishiyama Sōin (1605-1682), fondatore della Scuola Danrin 談林派.
Al centro della sua visione poetica vi è il concetto di makoto 誠 (“parola vera”, tradotto più semplicemente come “verità”), ossia quell’atteggiamento immediato e sincero nei confronti della realtà volto ad eliminare ogni artificiosità, retorica od orpello. In altri termini, come evidenziato da Kenneth Yasuda, secondo Onitsura «il poeta può dedicarsi pienamente alla sua esperienza solo quando abbandona ogni bisogno del sé e si lascia guidare umilmente da ciò che vede» (The Japanese Haiku, 1964, p. 17).

Immagine: Ritratto di Uejima Onitsura, XVIII secolo.

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