Cinque haiku di Kuribayashi Issekirō

夏草やいくさやみたる竈の火
natsukusa ya ikusa yamitaru kamado no hi

erba estiva –
finita la battaglia
il fuoco delle stufe

Da: Gendai haiku saijiki, Vol. 2, Banmachi Shoten, 1973, p. 163

死にゆく妻の足うらのよごれ拭いてやる  
shi ni yuku tsuma no ashiura no yogore fuite yaru

spazzo via la polvere
dalle suole
della moglie morente

Da: Shin Nihon bungaku, Vol. 5, 1950, p. 63

ことばもたぬ守衛の孤独夏草に
kotoba motanu shuei no kodoku natsukusa ni

la solitudine della guardia
che resta in silenzio –
erba estiva

Da: Gendai Nihon bungaku zenshū, Vol. 91, Chikuma Shobō, 1957, p. 220

母の手紙にげほげほと父の咳のこと
haha no tegami ni gehogeho to chichi no seki no koto

nella lettera della mamma
i colpi di tosse
di mio padre

Ivi, p. 216

大砲が巨きな口あけて俺に向いてゐる初刷
taihō ga kyo kina kuchi akete ore ni muite wiru shosatsu

la grande bocca del cannone
è puntata verso di me –
prima stampa di giornale

Da: Nihon puroretaria bungaku taikei, Volume 7, San’ichi shobō, 1955, p. 409

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi

Kuribayashi Issekirō (1894-1961), è stato un poeta e critico giapponese, promotore del jiyūritsu haiku 自由律俳句 o ‘haiku a ritmo libero’ e allievo di Ogiwara Seisensui (1884-1974). Membro del ‘Movimento dello haiku proletario’ (Puroretaria haiku undō プロレタリア俳句運動), ha fondato nel 1934, insieme a Hashimoto Mudō (1903-1974) la rivista Haiku seikatsu 俳句生活 (‘La vita dell’haiku’), venendo coinvolto, insieme a molti altri poeti del ‘Nuovo haiku emergente’ (Shinkō haiku undō 新興俳句運動), nelle terribili vicende di repressione socio-culturale che caratterizzarono la società giapponese durante la Seconda guerra mondiale.
Al termine del conflitto, nel 1946, ha dato vita, insieme a Tatsunosuke Ishibashi (1901-1948), Akimoto Fujio (1901-1977), Tomizawa Kakio (1902-1962) e Minato Yōichirō (1900-2002), all’’Unione dei nuovi poeti di haiku’ (Shin haikujin renmei 新俳句人連盟).
Tra le sue principali pubblicazioni, ricordiamo: Shatsu zassō シャツ雑草 (‘Camicia d’erba) del 1929, Kōro 行路 (‘Il cammino’) del 1940 e Kuribayashi Issekirō kushū 栗林一石路句集 (‘Raccolta di haiku di Kuribayashi Issekirō’) del 1955.

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