Cinque haiku di Kawabata Bōsha

春天に鳩をあげたる伽藍かな
haru ama ni hato wo agetaru garan kana

al tempio
liberati i colombi
nel cielo di primavera

Da: Tsudzuki gendai haiku no hihan to kanshō, Kadokawa Shoten, 1956, p. 25

 

明滅のいずれ悲しき蛍かな
meimetsu no izure kanashiki hotaru kana

luci tremolanti –
quale tristezza
per le lucciole…

Da: Nyūmon saijiki, Kadokawa Shoten, 1980, p. 285

 

金剛の 露ひとつぶや 石の上
kongō no tsuyu hitotsubu ya ishi no ue

in cima alla pietra
una goccia di rugiada
come un diamante

Da: Gendai no haiku, Vol. 2, 1973, p. 230

 

翡翠の影こんこんと溯り
kawasemi no kage konkon to sakanobori

l’ombra del martin pescatore
va controcorrente
ancora… ancora…

Da: Nihon shijin zenshū, Shinchōsha, 1969, p. 207

 

春昼や人形を愛ずる観世音
haru hiru ya ningyō wo mezuru Kanzeon

mezzodì di primavera –
l’amore della dea Kannon
per le bambole

Da: Gendai bungaku taikei, Vol. 69, 1963, p. 389

 

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi

Kawabata Bōsha (1897-1941), è stato un poeta e pittore giapponese. Allievo di Takahama Kyoshi (1874-1959), entrò presto a far parte del Gruppo Haiku Aogiri あをぎり句会. Morì di tubercolosi polmonare nel 1941, un mese prima il suo quarantaquattresimo compleanno.

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