Cinque haiku di Takarai Kikaku

青柳に蝙蝠伝う夕映えや
aoyagi ni kōmori tsutau yūbae ya

un pipistrello
attraversa i verdi salici –
bagliori serali

観仏や捨て子即ち寺の稚児
kanbutsu ya sutego sunawachi tera no chigo

contemplando il Buddha –
il bimbo abbandonato è ora
fanciullo del tempio

越後屋に衣さく音や衣更
Echigoya ni kinu saku oto ya koromogae

da Echigoya
il suono di abiti tagliati –
cambio di vesti

我が雪と思えば軽し笠の上
waga yuki to omoeba karushi kasa no ue

pensandola mia,
è più leggera la neve
sopra il cappello

稲妻や昨日は東今日は西
inazuma ya kinō wa higashi kyō wa nishi

lampi di fulmine –
ieri a Est,
oggi ad Ovest

Takarai o “Enomoto” Kikaku (1661-1707) è stato un poeta haikai di epoca Edo, tra i più noti allievi di Matsuo Bashō (1644-1694). Il suo stile si distanzia, tuttavia, in maniera significativa da quello del suo Maestro, ricorrendo non di rado a sottili allusioni e giochi di parole.
L’ambientazione poetica privilegiata è quella legata alla vita di città, più che alla campagna e alla natura incontaminata.
Di particolare rilievo sono i suoi scritti redatti durante l’“apprendistato” con Bashō, che hanno permesso agli storici di ricostruire con maggior precisione la vita e l’attività poetica di quest’ultimo.

Traduzioni a cura di Luca Cenisi.

Immagine: Oguri Kanrei, Ritratto di Kikaku.

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