
草かすみ水に声なき日暮かな
kusa kasumi mizu ni koe naki higure kana
la foschia nell’erba
e nessun suono tra le acque:
crepuscolo
Yosa Buson (1716-1784)
夕霧や馬の覚し橋の穴
yūgiri ya uma no oboeshi hashi no ana
nebbia serale –
il cavallo ha memorizzato
le falle nel ponte
Kobayashi Issa (1763-1828) Leggi tutto “Cinque haiku sulla nebbia”



Uno haiku che gioca sul contrasto tra luce ed ombra, visibile ed invisibile. Infatti, mentre l’eclissi (nisshoku 日食) nel rigo d’esordio inghiotte i raggi solari, i fiori di campo paiono acquisire un’inattesa, misteriosa bellezza nonostante la perdita della loro vivacità cromatica.


Questo componimento riesce ad universalizzare il sentimento che deriva da un’esperienza individuale del poeta attraverso il ricorso ad un’immagine decisamente classica nella letteratura giapponese. La Via Lattea o ama no gawa 天の川, infatti, oltre ad essere la galassia in cui si trova il nostro pianeta, rappresenta quel ‘fiume celeste’ che separa la principessa Orihime e il suo amato Hikoboshi nella storia popolare cinese Il mandriano e la tessitrice (Niulang Zhinü 牛郎織女), giunta in seguito in Giappone e talmente radicatasi nella cultura di questo Paese da essere celebrata ogni anno in occasione della ‘Festa delle stelle’ (Tanabata 七夕), il 7 luglio.

