La distanza delle cose

Recensione della raccolta Luna di un Girasole / Sunflower Moon di Lucia Fontana (Red Moon Press, 2019, pp. 86, $ 15,00).

Luna di un girasole è la recente raccolta della poetessa italiana Lucia Fontana – già nota a livello internazionale come direttrice della rivista Sogni d’Incenso (Incense Dreams) – edita dalla Red Moon Press in doppia lingua italiano e inglese.
Il linguaggio, semplice ed equilibrato, traccia un percorso che, partendo dal vissuto personale dell’autrice, riverbera al di là della traccia scritta per delineare una forma d’esperienza profondamente spirituale.
Il ritmo segue una progressione lenta, ineluttabile e circolare, tratteggiando scene diverse a ogni lettura, risultato di un tangram naturale che solo il lettore – con il proprio carico di esperienza – è in grado di ricomporre:

luna di giorno
ancora così lucido
l’ultimo sogno

In questo, come peraltro nella maggior parte dei componimenti, il metronomo oscilla tra gli estremi del realismo e dell’immaginazione, rivelando uno scorcio di eterno ad ogni contingenza. Si ha così un fueki ryūkō 不易流行 duttile e mai banale, fresco come le acque di una sorgente di montagna e imprevedibile come il suo corso lungo il declivio.
Avanzare nella lettura dei componimenti è un po’ come inserirsi in un solco solo apparentemente definito, ma che di fatto si riapre ad ogni passaggio, ad ogni giro di pagina; il senso di inesplicabile e indicibile (emoiwazu えも言はず) che segue lo spettatore, infatti, si ricostituisce invariabilmente e ciclicamente, spinto da una consapevolezza cosmica che, proprio come lo haiku, nasce dal silenzio e si esaurisce con esso, ma solo per tornare al suo punto di origine.
Gli elementi naturalistici non rappresentano dunque, un mero contesto fenomenologico, ma si giustappongono sempre – attraverso un simbolismo quasi simbiotico – alle vicende dell’autrice, sviluppando quello che potrebbe essere definito un ‘saijiki emotivo’, un diario di eventi e situazioni che al lettore risuonano familiari in quanto legati ad un karma universale.
Lo sviluppo estetico (tanbi 耽美) si allinea ad un tracciato che rifugge esiti monolitici. Partendo da una situazione intima e personale della poetessa, esso si rinnova costantemente a seconda delle situazioni; la fluidità di dettato è anche una fluidità di espressione che travalica l’arida geometria della forma, favorendo un’adesione confidenziale e spontanea al mondo:

scarpa diciotto
sulla neve leggera
i primi passi

Il senso di levità e fragilità (shiori しをり), che pure traspare da alcune opere, si lega con naturalezza ad un okashimi おかしみ – ossia ad una visione equanime, sincera e positiva – che non azzarda alcun eccesso, prediligendo piuttosto seguire una progressione endemica, e per questo decisamente apprezzabile, degli eventi. Il linguaggio – sempre privo di forzature ed artifici – contribuisce a sua volta a preservarne la genuinità, restituendo al lettore un’immagine del reale caratterizzato in egual misura da gioie e dolori:

macchie di fragola
strofino via un ricordo
dal mio bucato

Vi è chiaramente un leitmotiv sentimentale (kokoro ni kaku 心にかく) a spingere la narrazione, consentendo così al lettore di cogliere i diversi volti della protagonista: poetessa, madre, amante. Ciascuna di queste declinazioni, tuttavia, non ha mai il sopravvento sulle altre, seguendo un invisibile gioco di equilibri dettato dalla natura; ogni verso si espande e si ritrae con egual garbo, in ossequio ad un ritmo ancestrale che per tutto il libro scandisce il vuoto tra le note:

rami secchi
potando
le mie illusioni

Luna di un girasole segna dunque un ingresso editoriale di spessore e non delude le attese antecedenti alla sua pubblicazione, aprendo ad uno spazio di riflessione dai toni moltiplicativi. La discrezione lessicale ed espressiva già richiamata si fonde armoniosamente con un’eleganza stilistica (uruwashiki 麗しき) che è ormai il segno distintivo della Fontana.

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