Cinque haiku di Nakamura Teijo

とどまればあたりにふゆる蜻蛉かな
todomareba atari ni fuyuru tombo kana

se mi fermo
ne vengo circondata:
libellule

Da: Haiku kanshō nyūmon, Sōgensha, 1967, p. 232

外にも出よ触るるばかりに春の月
to ni mo deyo fururu bakari ni haru no tsuki

usciamo
solo per toccare
la luna di primavera

Da: Haiku kenkyū, Vol. 56, 1989, p. 194

白椿昨日の旅の遥かなる
shirotsubaki kinō no tabi no haruka naru

camelie bianche:
il viaggio di ieri
sembra così lontano…

Da: Zōho gendai haiku taikei, Kadokawa Shoten, 1980, p. 235

ヒヤシンス犬聞いてゐしわかるらし
hiyashinsu inu kiite ishi wakaru rashi

giacinti –
se parlo con il cane
sembra capirmi

Da: fudemaka57.exblog.jp

梅干して人は日陰にかくれけり
ume hoshite hito wa hikage ni kakurekeri

pruni secchi –
qualcuno si nasconde
nell’ombra

Da: Gendai haiku saijiki, Vol. 2, Banmachi Shobō, 1963, p. 436

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi

Nakamura Teijo (1900-1988) è stata una poetessa giapponese originaria di Kumamoto. Grande estimatrice di Sugita Hisajo (1890-1946), si avvicinò alla poesia haiku nel 1918. Sposatasi nel 1920, si trasferì in diverse città a causa del lavoro del marito, stabilendosi definitivamente a Tokyo. Nel 1934 entrò a far parte del Gruppo Hototogisu ホトトギス e, nel 1940, pubblicò la sua prima raccolta poetica, intitolata Shunsetsu 春雪 (‘Neve di primavera’). Nel 1947 lanciò e diresse la rivista Kazabana 風花.

Foto: Nakamura Teijo, Asahi Shinbun-sha, 4 febbraio 1948

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