La kakekotoba: il ruolo delle parole polisemiche in poesia haiku

Un intervento critico a cura di Antonio Sacco

Per polisemia si intende, in semantica, la capacità di una parola di esprimere più significati contemporaneamente. Nella polisemia, i diversi significati che la parola assume sono correlati sia semanticamente sia etimologicamente: mostrano, quindi, una storia comune e un’affinità semantica. La polisemia gioca un ruolo importantissimo nell’economia linguistica, poiché si associa alla stessa parola significati diversi senza creare nuove parole: allo stesso lemma, dunque, attribuiamo significati simili a quello originario. Mentre la lingua giapponese è ricchissima di parole o espressioni polisemiche, le quali si ritrovano anche in molti componimenti, nelle poesie haiku redatte in lingua italiana tali termini, aventi più significati, sono piuttosto rari.
È di grande importanza, quando si parla di polisemia nella poetica haikai, spiegare e chiarire il ruolo della parola perno (pivot word, in inglese) o kakekotoba (da kakeru, ‘agganciare’, e kotoba, ‘parola’) in lingua giapponese. Con tale termine si indica una parola polisemica che assume due o più significati contemporaneamente. Leggi tutto “La kakekotoba: il ruolo delle parole polisemiche in poesia haiku”

Cinque haiku sui cachi

渋かろか知らねど柿の初ちぎり
shibukaro ka shiranedo kaki no hatsu chigiri*

se sarà aspro
non mi è dato sapere –
primo caco raccolto

Fukuda Chiyo-ni (1703-1775)

* L’espressione hatsu chigiri 初ちぎり può significare sia la prima raccolta (di cachi) dell’anno, sia lo scambio delle promesse nuziali

Da: J. Nakamoto (a cura di), Kaga no Chiyo zenshū, Kaga no Chiyo zenshū kankō-kai, 1955, p. 12

渋ゐ所母が喰けり山の柿
shibui toko haha ga kuikeri yama no kaki

la mamma addenta
le parti più aspre –
cachi di montagna

Kobayashi Issa (1763-1828)

Da: Shinano Kyōikukai (a cura di), Issa zenshū, Vol. 1, Shinano Mainichi Shinbunsha, 1976, p. 590 Leggi tutto “Cinque haiku sui cachi”

Cinque haiku sulla freschezza

涼しさのかたまりなれや夜半の月
suzushisa no katamari nare ya towa no tsuki

simile
ad un grumo di freschezza –
luna di mezzanotte

Yasuhara Teishitsu (1610-1673)

Da: A. Miyamori (a cura di), Classic Haiku: An Anthology of Poems by Basho and His Followers, Dover, 2002, p. 73

涼さを我宿にして寐まる也
suzushisa o waga yado ni shite nemaru nari

nella frescura
trovo il mio riparo
e il riposo

Matsuo Bashō (1644-1694)

Da: I. Ōtsuka (a cura di), Bashō haiku zenshū, Naigai Shuppan Kyōkai, 1903, p. 52 Leggi tutto “Cinque haiku sulla freschezza”

Metodologia e limiti nel tradurre gli haiku

Per George Steiner, critico e saggista francese, tradurre non è solo un processo letterario di tipo traspositivo, quanto una vera e propria “esperienza esistenziale” (Après Babel, 1975). È innegabile, infatti, che il confronto con un testo straniero – ancor più se poetico – richiede una sensibilità particolare nell’approcciarsi allo stesso e la ricerca di una forma che, per quanto possibile, ne riesca a preservare il senso, pur con fisiologiche perdite sui fronti metrico, ritmico e in certi casi semantico.
Il legame che si viene a creare con lo scritto è per molti versi intimo e viscerale, e la versione che ne è frutto è nondimeno l’esito di un processo che, al di là delle competenze tecniche di decodifica, coinvolge il sentimento personale di chi traduce, dando vita così ad un’opera dotata a sua volta di dignità letteraria(1).
In tale contesto lo haiku 俳句 non fa eccezione. La sua estrema brevità, sebbene facilmente equivocabile ed interpretabile come “semplicità” espressiva, tende all’opposto a rendere conto al traduttore di una serie di limiti pressoché invalicabili. Leggi tutto “Metodologia e limiti nel tradurre gli haiku”

La ripetizione nella poesia haiku

 

La ripetizione, in poesia, consiste nella reiterazione di una data parola od espressione (anche con minime variazioni, sia formali che sintattiche) all’interno del componimento. In genere, scopo della ripetizione è quello di enfatizzare una data immagine o produrre una sensazione di sorpresa e meraviglia nell’animo del lettore, che vi attribuirà dunque un dato significato a seconda del proprio sentire e della propria interpretazione del testo.
Sebbene lo haiku sia una forma poetica estremamente breve, in quanto composta da sole 17 sillabe (rectius, on 音), non è raro imbattersi in opere – sia di maestri antichi che di autori contemporanei – che adottano tale figura retorica (in giapponese, kurikaeshi 繰り返し) per le ragioni sopra menzionate. Leggi tutto “La ripetizione nella poesia haiku”

Classic Haiku: A Selection

A selection of ten haiku from My Haiku Pond Facebook page (www.facebook.com/MyHaikuPond), translated by Luca Cenisi.

名月や雪踏み分けて石の音
meigetsu ya yuki fumiwakete ishi no oto

harvest moon–
pushing through the snow,
a stone noise

luna d’autunno –
attraversando la neve,
un rumore di pietra

Fukuda Chiyo-ni (1703-1775)

暖簾の奥ものふかし北の梅
nōren no oku monofukashi kita no ume

the emptiness
beyond the curtain–
northern plum flowers

il vuoto
oltre la tendina –
pruni del Nord

Shiba Sonome (1664-1726) Leggi tutto “Classic Haiku: A Selection”