
山国の空にあそべる落花かね
yamaguni no sora ni asoberu rakka kana
nel cielo montano
i fiori che cadono
possono giocare…
Da: Haiku, Vol. 52, Kadokawa Shoten, 2003, p. 74
鉄橋を夜汽車が通り鮭の番
tekkyō o yogisha ga tōri sake no ban
ponte ferroviario:
passa il treno notturno,
poi un salmone
Da: Nyūmon saijiki, Kadokawa Shoten, 1980, p. 311 Leggi tutto “Cinque haiku di Tokihiko Kusama”


Uno haiku che gioca sul contrasto tra luce ed ombra, visibile ed invisibile. Infatti, mentre l’eclissi (nisshoku 日食) nel rigo d’esordio inghiotte i raggi solari, i fiori di campo paiono acquisire un’inattesa, misteriosa bellezza nonostante la perdita della loro vivacità cromatica.


Questo componimento riesce ad universalizzare il sentimento che deriva da un’esperienza individuale del poeta attraverso il ricorso ad un’immagine decisamente classica nella letteratura giapponese. La Via Lattea o ama no gawa 天の川, infatti, oltre ad essere la galassia in cui si trova il nostro pianeta, rappresenta quel ‘fiume celeste’ che separa la principessa Orihime e il suo amato Hikoboshi nella storia popolare cinese Il mandriano e la tessitrice (Niulang Zhinü 牛郎織女), giunta in seguito in Giappone e talmente radicatasi nella cultura di questo Paese da essere celebrata ogni anno in occasione della ‘Festa delle stelle’ (Tanabata 七夕), il 7 luglio.


