Cinque haiku di Kineo Fukuda

栗の毬割れて青空定まれり
kuri no mari warete aozora sadamareri

un riccio spezzato –
il cielo blu
si stabilizza

夏雲やビル壊しゐる鉄の玉
natsugumo ya biru kowashi iru tetsu no tama

nuvole estive –
la palla di ferro distrugge
un edificio

子の恋の成就を願ふ螢の夜
ko no koi no jōju o negau hotaru no yo

notte di lucciole –
il desiderio che l’amore del figlio
trovi compimento

夢の母いつも吹雪の中にをり
yume no haha itsumo fubuki no naka ni ori

mia madre in sogno
si trova sempre in mezzo
ad una tormenta

仏壇の花より落ちし蝸牛
butsudan no hana yori ochishi katatsumuri

una lumaca
scivola dai fiori
del butsudan*

* Il butsudan 仏壇 è un piccolo altare buddhista destinato alla preghiera in templi o abitazioni, generalmente in legno e provvisto di ante

Opere tratte da: Fukuda Kineo zen kushū, Furansudō, 2018

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi

Kineo Fukuda (1927-2005) è stato un poeta giapponese originario di Īnomura, nella prefettura di Yamanashi. A partire dal 1947, inviò diversi suoi scritti alla rivista Shunkashūtō 春夏秋冬 (‘Le quattro stagioni’), la cui opera di selezione era sovrintesa da Dakotsu Īda (1885-1962). In breve tempo, divenne allievo di quest’ultimo, legandosi al gruppo orbitante intorno alla rivista Unmo 雲母 (‘Mica’). Dal 1960 inviò, poi, suoi haiku anche al figlio di Dakotsu, Ryūta Īda (1920-2007), con il quale strinse una proficua amicizia letteraria. Nel 1971 pubblicò la sua prima raccolta, intitolata Warabi 藁火 (‘Fuoco di paglia’), cui seguirono numerosi altri saggi critici e sillogi poetiche. A partire dalla metà degli anni Novanta, collaborò al successo della rivista Shiratsuyu 白露 (‘Rugiada bianca’) diretta dallo haijin Naoto Hirose (1929-2018).

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