Lettura di uno haiku di Mauro Battini, pubblicato all’interno del Gruppo di Studio sullo Haiku il 19 marzo 2026.
l’aria che attraversa
il flauto del bambino –
i primi fiori
Uno haiku che lega, armonizzandole tra loro, immagini appartenenti alla sfera umana e naturalistica mediante impiego di un registro espressivo semplice e diretto (kanso 簡素). Il riferimento stagionale proposto nel rigo finale colloca gli eventi in una finestra temporale che copre la fine dell’inverno e l’arrivo dei primi tepori primaverili, lasciando al lettore un certo margine interpretativo e ricostruttivo. La fragilità (seijakusei 脆弱性) dei germogli lega inesorabilmente questi ultimi alla tenera età del protagonista del kamigo 上五, del quale tuttavia ignoriamo il peso contributivo alla vicenda. L’aria che attraversa il flauto appartiene, infatti, proprio al bambino che si sta esercitando o ad un’ipotetica folata di vento che, per gioco del destino, ha prodotto un sibilo od una nota nel suo passare attraverso il becco e il corpo dello strumento? Indipendentemente dalla risposta al quesito, permane la fascinazione nel ricorso ad un’immagine – quella appunto del flauto – che appartiene all’infanzia di ogni lettore, riportando alla mente di quest’ultimo le ore di educazione musicale svoltesi tra i banchi di scuola. Leggi tutto “Sui germogli, una nuova melodia”


In questo saggio, l’autore Patrick Manuello – laureato in Letterature e civiltà classiche presso l’Università di Genova – si cimenta in un inedito studio volto ad evidenziare analogie e differenze stilistiche, contenutistiche e culturali tra poesia greca (arcaico-classica ed ellenistica) e giapponese.
Miyabi 雅 (‘eleganza’ o ‘raffinatezza’) è un ideale estetico diametralmente opposto a tutto ciò che è volgare, crudo e grezzo, ed evoca un senso di grazia e armonia espressiva. 
Un’opera caratterizzata da una combinazione di immagini (toriawase 取り合わせ) fresca ed evocativa, che porta ad un’accelerazione scenica tangibile e decisamente coinvolgente.
365 Haiku di Gaia Ortino Moreschini cattura subito l’attenzione del lettore per quel delicato approccio al dato naturalistico che caratterizza l’opera nel suo complesso. È come se la realtà ripiegasse su se stessa, mutando forma ma non contenuto, mentre l’osservatore inesorabilmente si confronta con l’esperienza fàtica del vivere, in uno slancio di consapevolezza che è al contempo attestazione di libertà e confessione d’impotenza.
La raccolta In ogni uomo un haiku di Antonio Sacco riunisce oltre duecento componimenti, tutti accomunati da un’attenzione al dato naturalistico che, tuttavia, non si esaurisce nell’oggetto contemplato, ma si propaga fino ad abbracciare le più intime sensazioni dell’osservatore, dello haijin.
«Non insistere nel voler riportare subito il momento [di ispirazione]; lascia che esso respiri, che viva. Lascia che ti riveli se è uno haiku, una qualche altra forma poetica o qualcosa di inesprimibile.» Con queste parole, l’editore e critico Jim Kacian, nel suo How to Haiku (Red Moon Press, 2006) intende fornire al lettore gli strumenti per cogliere appieno quello che, in America, viene definito “haiku moment”, ossia l’istante – unico ed irripetibile – nel quale il poeta, divenuto un tutt’uno con la realtà circostante, si lascia da questa attraversare (mono no aware 物の哀れ), cogliendone ogni minima variazione e creando, così, le condizioni necessarie affinché possa nascere un autentico haiku.