Cinque haiku di Kishi Fūsanrō

門に待つ母立葵より小さし
mon ni matsu haha tachiaoi yori chīsashi

ferma al cancello
mia madre è più piccola
della pianta di alcea

Da: Haiku kenkyū, Vol. 40, 1973, p. 189

手をあげて足をはこべば阿波踊
te o agete ashi o hakobeba Awaodori

muovono i piedi
alzando le mani –
festival di Awa Odori

Da: Haiku kenkyū, Vol. 54, 1987, p. 90

焼酎や頭の中黒き蟻這へり
shōchū ya atama no naka kuroki ari mukaeri

liquore –
una formica nera
mi entra nella testa

Da: fudemaka57.exblog.jp

蝌蚪およぐいづれも智慧のあるごとく
kato oyogu izure mo chie no aru gotoku

nuotano i girini:
ognuno sembra avere
una propria consapevolezza

Ibidem

霧さむく娼婦肩掛を長くせり
kiri samuku shōfu katakake o nagaku seri

nebbia fredda –
indugia a lungo
sullo scialle della prostituta

Da: Kishi Fūsanrō-shū, Haijin kyōkai, 1979, p. 19

Traduzioni dal giapponese di Luca Cenisi

Kishi Fūsanrō (1910-1982) è stato un poeta giapponese originario di Okayama. Laureatosi in giurisprudenza presso l’Università del Kansai, entrò in contatto con il gruppo Hototogisu ホトトギス nel 1929. Tra le figure che maggiormente impattarono sulla sua visione poetica vanno menzionati Minayoshi Sōu (1902–1983) e Yamaguchi Seishi (1901-1994). Nel 1940 venne arrestato, insieme ad altri poeti dell’epoca, per la sua vicinanza con la rivista Kyōdai haiku 京大俳句. Scarcerato, divenne capo redattore di Wakaba 若葉 (‘Foglie novelle’) nel 1944.

Immagine: Mele e formiche (autore sconosciuto, part.)

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