Cinque haiku di Toni Piccini

Un iris bianco,
il primo acquisto
del mendicante

A white iris,
the first purchase
of the beggar

 

Velo di neve,
la tovaglia nuziale
dei vagabondi

A veil of snow,
the wedding tablecloths
of tramps

 

Notte di luna piena,
un tatuaggio d’argento
sul neonato

Full moon night,
a silver tattoo
on the newborn

 

Vento di primavera,
la vergine stanca
bussa alla porta

Spring wind,
a tired virgin
knocks at the door

 

Viaggio in treno:
una solitudine
in ogni smartphone

Train travel:
solitude
in every smartphone

Opere tratte da: T. Piccini, No Password, Terra d’ulivi, 2014.

Toni Piccini è un poeta di haiku, nonché compositore di haiga originario di Trieste. Presente all’interno di numerose riviste specializzate, sia italiane che straniere, è autore delle seguenti pubblicazioni: Haiku apocrifi (2007, con prefazioni di Fernanda Pivano e Ban’ya Natsuishi, Poesiazze (2009, con prefazioni di Elio Pecora e Ariella Reggio), Medithaiku (2010), No Password (2014) e la recente raccolta Auschwitz e simili, holocaust haiku, edita dalla Red Moon Press di Jim Kacian.
Sito web: http://www.tonipiccini.it/index.htm.

4 risposte a “Cinque haiku di Toni Piccini”

    1. Toni, tutti splendidi! Mi piace particolarmente il primo, la contrapposizione fra l’eleganza dell’iris candido e la figura ruvida e terrena del mendicante.

  1. Grazie Anna Maria e Gaia, thank you Ben.

    Gaia, come lo hai scritto tu è forse la vita: eleganza e ruvidezza, il petalo e la zolla secca.
    e noi a cercare il primo anche in abbondanza delle seconde.

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