Una contestualizzazione del termine “haijin”

All’interno dei vari approfondimenti proposti nel sito si è spesso fatto riferimento, nel descrivere colui che compone haiku, al termine haijin, traducibile letteralmente come ‘persona haiku’¹. In verità, nella lingua giapponese, esistono due varianti in kanji della parola in questione, cui corrispondono altrettanti significati nettamente divergenti. Abbiamo, così, uno haijin 俳人 legato esclusivamente al contesto letterario dello haiku (ed impiegato qualche sinonimo di “poeta esperto”), ed uno haijin 廃人, che letteralmente significa ‘storpio’, spesso usato per indicare coloro che, isolandosi totalmente dalla vita reale per dedicarsi ai videogiochi, provocano a loro stessi una disfunzione o “menomazione” sociale.
Per queste ragioni, coloro che si dedicano con impegno ed interesse alla composizione di haiku, onde evitare fraintendimenti, ricorrono al termine haijin solamente all’interno dei circoli poetici cui fanno parte, preferendo usare, durante le conversazioni sociali e pubbliche, la più generica espressione haiku o tsukuru hito 俳句を作る人, ossia ‘persona che compone haiku’.
Il Kōjen 広辞苑 (‘Il grande giardino delle parole’)² attribuisce alla parola haijin 俳人 indistintamente il significato di:

a) una persona che scrive haiku come passatempo o professione;
b) un Maestro haikai;
c) una persona che compone molti haiku³.

Tuttavia, è opinione unanime negli ambienti letterari giapponesi, che tale termine venga legato esclusivamente alla figura di coloro che spendono la maggior parte delle loro energie nello haiku, raggiungendo una certa notorietà ed importanza. In diversi Circoli autoctoni, infatti, haijin viene considerato quale sinonimo di sensei 先生 (‘insegnante’, ‘maestro’), investendo colui che, dotato di un certo seguito di discepoli e con un buon numero di pubblicazioni alle spalle, si distanzia, quanto a preparazione e competenza, dalla massa degli altri partecipanti. Questi ultimi, praticando lo haiku a livello puramente amatoriale od occasionale, dunque, tendono a rigettare l’attributo di haijin, preferendovi la già citata espressione haiku o tsukuru hito.

Note:

¹ “Poeta di haiku” è una traduzione alquanto approssimativa, nata negli ambienti poetici nordamericani intorno alla prima metà degli anni Sessanta.
² Il più autorevole e diffuso dizionario di Giapponese, la cui prima edizione, a cura della Iwanami Shoten di Tokyo, risale al 1955.
³ Cfr. W. J. Higginson, To Haijin or Not to Haijin, in http://www.poetrysociety.org.nz/node/116, agg. 2012.

Estratto da La luna e il cancello, Castelvecchi, 2018, pp. 101-102.

Immagine: Yokoyama Kazan, Ritratto di Bashō (XIX secolo)

Una risposta a “Una contestualizzazione del termine “haijin””

  1. Ti ringrazio, Luca, per la dotta ed esauriente disamina del termine haijin, spesso frainteso o mistificato nel nostro mondo haiku italiano.

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