
還り来し父に馴れ初む花火かな
kaerikoshi chichi ni naresomu hanabi kana
mi riabituo
a papà tornato dal fronte:
fuochi d’artificio
Da: Zōho gendai haiku taikei, Vol. 13, Kadokawa Shoten, 1981, p. 217
鶴ばかり折つて子とゐる秋時雨
tsuru bakari otte ko to iru aki shigure
con mio figlio
a piegare gru di carta –
rovescio d’autunno
Ivi, p. 545 Leggi tutto “Cinque haiku di Fusae Fubasami”




Questo è sicuramente il più piccolo monaco buddista che abbia mai visto. Quanto entra da solo nella stanza per un controllo audiometrico, lo faccio accomodare sorridendogli. Rasato a zero nel suo saio color porpora, non apre bocca per tutto il tempo: avrà tra i sei e i sette anni.
Ciò che più mi è piaciuto della raccolta è il fatto che l’autore abbia saputo ricorrere a elementi estetici tipici giapponesi e attualizzarli per descrivere il suo mondo individuale. Nei componimenti ho trovato più chiavi di lettura, da quella naturalistica a quelle filosofica e psicologica, senza che l’una escludesse le altre, grazie a un sottile gioco di accostamenti tra antico e contemporaneo, effimero e sempiterno, modesto e sensazionale. Da Shiki in avanti gli haiku vengono letti in chiave Zen, come la manifestazione di una pace raggiunta, ma i suoi scritti, invece, danno l’idea che le epifanie date dall’ambiente naturale in cui vive e contempla, siano il frutto di un turbamento interiore che solo con la scrittura riesce ad esorcizzare.