Lo haiku in lingua inglese

Le principali linee guida per la composizione di uno haiku,
a cura di Michael Smeer (My Haiku Pond Academy)

Il suggerimento per la composizione di uno hokku da parte di Matsuo Bashō (1644-1694), il grande haijin giapponese, era: «impara le regole e poi dimenticatene.» Anche questa affermazione può essere letta in diversi modi. Io credo che Bashō intendesse dire: non farti ingabbiare da regole/linee guida, ma scrivi haiku in maniera naturale ed immediata. Le linee guida/tecniche dovrebbero passare in secondo piano. Sono appunto “linee guida”, non prescrizioni di legge.

Lo hokku è stato il predecessore dello haiku; era, in particolare, la prima parte (di 17 on) della renga, la quale veniva composta da diversi poeti durante incontri sociali. Lo hokku venne reso celebre, come forma poetica a se stante, da Matsuo Bashō e dai poeti della sua epoca, nella metà del XVII secolo. Masaoka Shiki lo ha poi modernizzato, introducendo il concetto di shasei (“spaccati [della natura”) e adottando regolarmente il termine haiku intorno al 1890.

Da quando i primi haiku in lingua inglese sono stati scritti (a partire dal 1900 circa), vi è stato un continuo confronto su quali fossero i loro elementi costitutivi, facendo sorgere l’eterna domanda: quali sono le regole per scrivere haiku?
Molti di noi hanno imparato per la prima volta che cos’è uno haiku durante gli anni scolastici. Ci hanno insegnato che lo haiku ha avuto origine in Giappone, che consta di 5-7-5 sillabe, che parla della natura (o delle interazioni umane) e che contiene un riferimento stagionale. Anche i dizionari di lingua inglese seguono questa impostazione. Ma è davvero così?
Oggi sappiamo che lo haiku in lingua inglese può essere composto da un minimo di una a un massimo di quattro righe, e che lo schema 5-7-5 è basato sul modello di 5-7-5 unità fonetiche giapponesi (l’unità fonetica è conosciuta come on). Tuttavia, l’on non corrisponde esattamente alla sillaba inglese. Per esempio, la parola “haiku” è costituita da tre on; dunque sappiamo che 17 on giapponesi corrispondono all’incirca a 12 sillabe inglesi. Come per il riferimento stagionale (kigo) e per il rimando a tematiche naturalistiche, questo aspetto affonda le proprie radici nello hokku classico.
Gli haiku in lingua inglese che possiedono un kigo e che hanno un’ambientazione naturalistica vengono spesso definiti neo-classici (1). Lo haiku moderno, invece, molto spesso non presenta un riferimento stagionale o un aggancio naturalistico. Quindi perché lo haiku inglese dovrebbe farlo?

In generale, io faccio riferimento a 13 linee guida o criteri quando insegno haiku (vedi, di seguito, La verità sullo haiku di Myron Lysenko). Pochissimi degli haiku inglesi osservano la maggior parte di queste regole. Credo sia importante rendersi conto che, anche se lo vogliamo, non tutte possono essere applicate durante la composizione di uno scritto. Dobbiamo inoltre capire che, quali che siano le linee guida da seguire, la loro combinazione sul piano pratico varia di conseguenza. In linea di massima, comunque, solo un ristretto numero di criteri può aiutarci a definire l’essenza dello haiku inglese. Se non aderiamo ad essi, rischiamo di uscire completamente dalla forma dello haiku. Solo in un secondo momento, e una volta gettate solide fondamenta, possiamo ampliare lo spettro delle regole.
Dunque la questione rimane: quali sono le linee guida centrali dello stile haiku?
Ritengo vi siano diverse (combinazioni di) criteri che dobbiamo osservare costantemente quando intendiamo scrivere uno haiku, e segnatamente:

  1. Ogni scritto deve seguire il principio del karumi. Karumi, in giapponese, significa “leggerezza”. Bashō ricorreva a questo termine per indicare «la bellezza delle cose ordinarie espresse in maniera semplice».
  2. Lo haiku dev’essere scritto al tempo presente, essendo la “fotografia” di un momento attuale atta a mostrare ciò che lo scrittore percepisce (con tutti e cinque i sensi), senza inserire espressamente le proprie opinioni, i propri sentimenti o pensieri. In questo modo il lettore può fare esperienza diretta di ciò che ha vissuto l’autore, negli attimi in cui questi era calato nella scena.
  3. Lo haiku mostra sovente delle vivide immagini in comparazione o giustapposizione. Ciò esalta il c.d. “aha-moment” nel rigo finale. Ricordate che mostrare un’immagine non significa descriverla o raccontarla. Più pura è l’informazione, più vivida sarà l’immagine.
  4. Uno haiku ha bisogno di una struttura. Questo genere poetico dà il meglio se contiene almeno una frase o un frammento. Lo haiku in lingua inglese non dovrebbe superare le 17 sillabe di lunghezza, mentre la frase dovrebbe rimanere entro le 12 sillabe. I componimenti migliori, comunque, oscillano tra le 8 e le 12 sillabe. La regola più importante nella composizione di uno haiku dovrebbe essere quella secondo cui il componimento può essere recitato nel tempo di un solo respiro.
  5. Uno haiku deve contenere uno stacco (kireji), altrimenti si ridurrebbe a una mera locuzione o affermazione. Solo in casi eccezionali il valore Zen di un componimento può essere sufficientemente forte da permettere all’autore di omettere il kireji, ma è una tecnica che solo gli haijin più esperti sono in grado di padroneggiare.

(1) Lo haiku neo-classico o tradizionale ha una forte componente naturalistica e contiene un kigo (“parola della stagione”). Esistono diversi cataloghi online di kigo, ma questi variano da Nord a Sud e la stessa natura differisce anche profondamente a seconda delle diverse parti del mondo; in tal senso, uno specifico uccello migratore può rappresentare una stagione in un’area specifica del globo, ma una completamente diversa in una seconda regione.

È peraltro opinione attuale che lo haiku contemporaneo debba essere scritto in beats [“battiti”, come sinonimo di “ritmo”, N.d.T.] anziché in sillabe. I versi 1-2-3 sarebbero, così, composti da 2-3-2 beats rispettivamente. Questo è tuttavia un concetto piuttosto complesso da spiegare in poche righe. In breve: i battiti sono quelle sillabe che vengono naturalmente enfatizzare a livello sonoro all’interno di un rigo. Per coloro che già possiedono una formazione musicale è più naturale comporre haiku secondo questo criterio.

La verità sullo haiku,
a cura di Myron Lysenko
(Articolo pubblicato su Writinghood.com nel 2012)

Com’è cambiato lo haiku? Ha ancora senso parlare di modello in 17 sillabe? In questa sede presentiamo alcune interessanti linee guida sulle quali riflettere durante la composizione di uno haiku in lingua inglese.

Persistono alcuni equivoci su quali siano gli elementi costitutivi di uno haiku. Se chiesto a molte persone, queste risponderebbero che lo haiku è un genere poetico composto da tre versi e 17 sillabe. Direbbero anche che 5 sillabe costituiscono il primo rigo, 7 il secondo e di nuovo 5 il terzo. Questa è una visione “vecchio stile” dello haiku.

La realtà, in merito allo haiku inglese, è che contare le sillabe è l’aspetto meno importante di tutti. Ma perché?

Lo haiku è un genere poetico di origine giapponese. La maggior parte degli haiku scritti in Giappone segue lo schema 5-7-5. Il termine giapponese che più si avvicina a quello di “sillaba” è on. L’on è l’unità di suono. Ma 17 on non corrispondono esattamente a 17 sillabe. Una poesia che consta di 17 sillabe contiene in genere molte più informazioni di una composta da 17 on. Dunque, coloro che scrivono seriamente haiku in lingua inglese si concentrano su altri aspetti compositivi.

Esistono diverse linee guida per la stesura di uno haiku contemporaneo. Di seguito ne presenterò 13 tra quelle che ritengo siano quelle più utili da impiegare se si desidera avvicinarsi ai piaceri e al rigore dell’arte compositiva:

  1. Adotta un linguaggio conciso, semplice e chiaro.
  2. Dividi l’opera in due parti, un frammento e una frase.
  3. Utilizza immagini sensoriali, legate in particolare a ciò che vedi o senti, ecc.
  4. Utilizza l’indicativo presente.
  5. Opera una comparazione o un contrasto tra due diverse immagini in giustapposizione tra loro.
  6. Cerca di inserire un riferimento stagionale.
  7. Componi ricorrendo a 17 sillabe o meno, preferibilmente tra le 8 e le 12.
  8. Ricorri il meno possibile (se proprio devi) alla punteggiatura.
  9. Cerca di rendere il tuo haiku il più aperto ed evocativo possibile.
  10. Cerca di non esprimere giudizi od opinioni.
  11. Limita l’utilizzo di aggettivi e cerca di non usare avverbi.
  12. Non ricorrere a rime, similitudini, metafore o immagini figurate.
  13. Non inserire maiuscole, se non per nomi propri.

Lo haiku si è evoluto nell’arco di quasi cinquecento anni, in Giappone. Non ha bisogno di essere “completo”: è un genere poetico ambiguo e appena abbozzato, e spetta al lettore il compito di completarlo. Lo haiku rende al meglio quando presenta due immagini in contrasto o in comparazione tra loro, e quando è scritto al tempo presente, concentrandosi sulla natura e sulla necessità di cogliere un preciso momento.
Bashō (1644-1694) è stato uno dei più noti maestri di haiku e ha composto il seguente, celebre componimento, combinando ciò che ha visto e ciò che ha udito:

old pond
a frog jumps into
the sound of water

vecchio stagno
una rana salta dentro
il rumore dell’acqua

In uno haiku è talvolta bene lasciare che il lettore si domandi che cosa sta per accadere. Spesso il rigo finale ci lascia un senso di sorpresa, come in questo delizioso esempio di Issa (1763-1828), altro celebre maestro:

snow melts
the village floods
with children

si scioglie la neve
il villaggio inondato
di bambini

Com’è agevole osservare, nessuno di questi eccellenti esempi di haiku tradotti dal giapponese contiene 17 sillabe. Piuttosto, la trasposizione si concentra su aspetti più importanti, sul riportare il momento e sull’esperienza sensoriale degli autori.

Lo haiku in lingua inglese viene scritto da circa settantanni e la sua forma è in continua evoluzione. Esso racchiude spesso dalle 8 alle 12 sillabe, ma esistono oltre 66 modi diversi per comporlo.
Resta il fatto che questo genere poetico è estremamente popolare in molte parti del mondo, divenendo la forma più praticata e più importante.

Di seguito propongo alcuni esempi di haiku che ho scritto nel corso degli anni. Stilisticamente, seguo un modello contemporaneo basato su ciò che vedo o sento, e non finalizzato ad esprimere ciò che provo emotivamente:

gentle breeze–
between falling leaves
a butterfly

brezza leggera –
tra le foglie che cadono
una farfalla

sunlight
through the old pine
cobwebs

luce solare
attraverso il vecchio pino
tele di ragno

black ducks
all along the creek bank
willow stumps

anatre nere
lungo la sponda del torrente
ceppi di salice

driftwood–
a man meanders along
the tideline

legna alla deriva–
un uomo vaga seguendo
le linee della corrente

mountain valley–
the river escapes
into an ocean

valle di montagna –
il fiume fugge
in un oceano

early autumn–
the pale rose rests
on a tin fence

inizio d’autunno –
la pallida rosa riposa
su un recinto di latta

Di seguito, invece, una serie di citazioni sullo haiku:

La vita intera giace in ogni momento, non nel passato, non nel futuro. Per questo un vero haiku assume importanza: perché è un momento di completa e genuina consapevolezza del reale, dell’“ora”.

– Robert Spiess (New and Selected Speculations on Haiku)

Lo haiku si è sviluppato come genere poetico che esprime profondi sentimenti per la natura, che include l’uomo. Ciò segue il pensiero tradizionale secondo cui l’individuo è parte del mondo naturale e dovrebbe vivere in armonia con questo. Tale visione differisce da quella occidentale, nella quale l’uomo viene visto come un’entità indipendente, se non addirittura superiore, rispetto al resto del creato.

– Sono Uchida, Presidente della Haiku International Association (HIA)

Lo haiku ci costringe a guardare fuori dalla routine, dalle preoccupazioni o da pensieri deprimenti, chiedendoci piuttosto di impiegare i nostri sensi per esplorare ciò che si presenta intorno a noi in questo preciso momento.

– Jane Reichhold

Immagine: Toshikata Mizuno, Scrivendo una poesia (1893)

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