Un nuovo firmamento

Recensione della raccolta A Constellation of Songs di Christina Sng, Vancouver, Allegra Press, 2016, pp. 14 (prima pubblicazione a cura dell’Origami Poems Project, Rhode Island, luglio 2016).

A Constellation of Songs è la prima, organica raccolta di haiku della poetessa e scrittrice singaporiana Christina Sng e racchiude, oltre ai componimenti, due dipinti sumi-e 墨絵 prodotti dalla stessa autrice e dalla figlia.
La raccolta è piuttosto breve, comprendendo un totale di soli 18 scritti suddivisi in 6 sezioni, ma ben rappresenta le doti poetiche della Sng nel campo della poesia haiku, doti che, specie negli ultimi due anni, l’hanno portata a vincere diversi premi a livello internazionale e ad imporsi, così, come una delle voci più convincenti del panorama poetico attuale, non solo asiatico.
Il tema principale è la “vita” nel suo evolversi, maturare e giungere alla fine, proponendo un percorso circolare di crescita interiore ed umana a tratti commovente, che raggiunge l’apice nella sezione intitolata The Elation of Life (“L’ebbrezza della vita”), laddove l’individuo-poeta (lo haijin 俳人) diviene un tutt’uno con la realtà naturalistica che lo circonda, attraverso un’immersione che è al contempo estetica (tanbi 耽美) ed estatica (storm clouds/ my heart/ in a teacup; “nubi di tempesta/ il mio cuore/ in una tazza da tè”).
La presenza soggettiva della Sng nel contesto poetico, lungi dal sostanziare una forzatura della rappresentazione oggettiva della scena, ne esalta al contrario la dimensione quotidiana, stingendo il cerchio intorno ad una visione semplice ed immediata del vivere, che partendo dalla nascita accompagna il lettore attraverso i successivi stati dell’esistenza, sino all’epilogo (The Tranquillity of Acceptance) che, tuttavia, non rappresenta una passiva rassegnazione all’inevitabile ma, all’esatto opposto, una serena conferma della ciclicità delle cose, che al termine del loro percorso vitale ritornano all’Uno, arricchiti di un’esperienza che non potrà essere cancellata:

stillness
the echo
of birdsong

immobilità
l’eco
del canto degli uccelli

Il lettore più attento non mancherà, peraltro, di rilevare una certa similitudine tra il percorso presentato dalla Sng e quel cammino di ricerca dell’Illuminazione presentato dalla “Dieci icone del bue” (Shíniú tú 十牛圖), laddove il devoto, allontanatosi dalla bodhi, intraprende una ricerca dell’animale perduto (che, nell’iconografia buddhista, è veicolo privilegiato del budhisattva), ritrovandolo ed addomesticandolo, solo per riperderlo nuovamente, in ultimo, e realizzare, così, che ogni dualismo era solo un inganno, un’illusione, e facendo ritorno al proprio villaggio “con le mani ormai aperte”, consapevole della propria natura e della sua imprescindibile appartenenza al mondo.
In conclusione, A Constellation of Songs, rappresenta un’opera preziosa non solo perché racchiude una poetica profondamente umana ma, allo stesso tempo, intimamente rivolta ad ogni più piccolo aspetto del reale (aware 哀れ) ma anche per le molteplici chiavi di lettura ed interpretazione testuale che presenta, aprendo tanto al lettore occasionale quanto a quello più “attento” ed esigente, una serie di percorsi immaginifici e ricostruttivi altamente suggestivi, segno tangibile che la Sng ha compreso a fondo i paradigmi estetici del genere in questione, il cui fine ultimo è quello di presentare, senza giudicare, una realtà della quale siamo tutti compartecipi.

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