Cinque haiku di Murakami Kijō

春の夜や灯を囲み居る盲者達
haru no yo ya hi o kakomitaru mōsha-tachi

sera di primavera –
i ciechi si stringono
intorno alla torcia

冬蜂の死にどころなく歩きけり
fuyu-hachi no shini-dokoro naku aruki keri

l’ape invernale
senza un posto dove morire,
cammina…

静かさに堪へで田螺の移りけり
shizukasa ni taede tanishi no utsurikeri

pacificamente
la lumaca di stagno
seguita a muoversi

麦飯に 何も申さじ 夏の月
mugimeshi ni nani mo mōsaji natsu no tsuki

senza dire niente
del riso d’orzo,
la luna d’estate

水底に蝌蚪の動乱して止まず
mizu soko ni kato no dōran shite yamazu

in fondo all’acqua
s’agitano senza sosta
i girini

Opere tratte da: Murakami Kijō kenkyū, Kadokawa Shoten, 1979. Traduzioni in italiano di Luca Cenisi.

Murakami Kijō (1865-1938) è stato un poeta giapponese, membro del Gruppo Hototogisu ホトトギス e amico di Masaoka Shiki (1867-1902). Iscrittosi da poco alla facoltà di legge dell’Università Meiji di Tokyo, venne colpito da una malattia che lo portò alla quasi totale sordità.
Anche in virtù di queste vicende personali (cui si aggiunse, nel 1927, un rogo che lo provò di gran parte dei suoi beni materiali), sviluppò da subito un linguaggio poetico particolarmente attento alle tematiche del dolore e dell’empatia nei confronti degli esseri più deboli, venendo per questo spesso paragonato a Kobayashi Issa (1763-1828).

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